Modello 730

Con provvedimento del Presidente del Consiglio slitta al 20 giugno il termine per presentare il modello 730/2012 al caf o ai professionisti abilitati.

Codici a barre, codici ean, data matrix, Interleaved 2-5, code 39.

a cura di Edisplay – Gestionale V5

Codici a barre, Codici Ean, data matrix, Interleaved 2-5, code 39.
Creazione ed utilizzo.

Il codice a barre è quel simbolo grafico rettangolare, formato da una serie di righe verticali più o meno marcate e da una serie di cifre, presente solitamente nelle confezioni dei prodotti o sulle relative etichette. Disponendo di un lettore ottico, l’utilizzo dei bar-code permette una codifica computerizzata dei prodotti.
Nella maggioranza dei casi al codice a barre viene collegato un codice di tredici cifre l’ Ean-13 ( otto in casi di particolari esigenze di spazio nella confezione l’ Ean-8), ma niente vieta di associare per fini interni all’azienda il nome o il codice del prodotto (utilizzo del Codice Ean-128).
I Codici Ean (European article number)/Ucc sono formati in modo diverso a seconda che vengono usati per la codifica di prodotti a peso fisso o dei prodotti a peso variabile
Il codice dei prodotti a peso fisso è denominato Ean/Ucc-13 ed è composto dal simbolo a barre sotto il quale sono indicate tredici cifre che permettono di distinguere il prodotto ed il produttore a livello mondiale.E’ costituito:
- Prefisso: Le prime due cifre indicano il paese produttore. All’Italia sono associate le cifre che vanno da 80 a 83.
- Codice produttore: Sono sette cifre che indicano l’impresa proprietaria del marchio. Il codice viene fornito da un’associazione senza scopo di lucro denominata Indicod (Istituto nazionale per la codifica dei prodotti), la stessa associazione si impone di fornire tutti chiarimenti in merito all’utilizzo dei codici.
- Codice prodotto : Composto di tre cifre che identificano il prodotto e sono assegnate dall’impresa produttrice.
- Cifra di controllo: Si compone di una cifra che permette di verificare la correttezza delle dodici precedenti.

Il Codice dei prodotti a peso variabile, riguarda i prodotti per i quali la confezione non ha un peso predeterminato, si pensi soprattutto alle confezioni inerenti verdure, carni, ecc.
E’ costituito:
- Prefisso: è sempre pari al numero 2
- Codice prodotto: 6 cifre
- Prezzo: 5 cifre
- Cifra di controllo

I vantaggi nell’utilizzo dei codici a barre si riassumono: 

  1. Rapidità nelle operazioni di vendita
  2. Certezza negli scambi dato che ogni codice individua uno e un solo prodotto.
  3. L’inventario di magazzino viene aggiornato in tempo reale.
  4. Il prezzo di vendita viene associato al Codice a barre, quindi non risulta necessario applicare il prezzo ad ogni scatola del prodotto, ma è sufficente indicarlo nello scaffale dove è esposta la merce

Tutti i seguenti  formati sono gestiti e supportati da LabelJoy     software stampa etichette e codici a barre 

  •  Codice Ean 13
    Rappresenta un codice di 13 caratteri, di cui l’ultima è la cifra di controllo. Soggetto alle specifiche EAN (European Article Number), è un codice utilizzato, prevalentemente nella vendita al dettaglio.
    È composto da: 
    - 2 cifre denominate GTIN (Global Trade Item Number) contengono l’informazione sul paese; ad esempio i numero 80-81-82-83 sono per l’Italia
    - 5 cifre rappresenta l’azienda o il produttore dell’articolo.
    - 5 cifre sono destinate alla codifica degli articoli relativi all’azienda o produttore stesso.
    - L’ultima è la cifra di controllo.
  • Codice Ean 8
    Composto da 8 cifre, Meno utilizzato del fratello maggiore EAN 13, può codificare un numero molto inferiore di articoli. Può essere utile, considerata la minore dimensione, del barcode generato in caso di applicazione su piccole superfici. E’ composto da: 
    - 3 cifre di prefisso
    - 4 cifre di identificazione articolo
    - 1 cifra di controllo  
  • Codice Ean 128
    E’ una codifica che accetta un set di caratteri molto ampio e benché possa essere utilizzato come semplice codice alfanumerico, contiene al suo interno una codifica ben più complessa.
    Con l’utilizzo degli (AI) Application Identifier, è possibile infatti, non solo inserire un valore ma anche interpretarne l’unità di misura o l’utilizzo.
    Come esempio prendiamo una semplice cifra 991010, la possiamo utilizzare per rappresentare chili, metri, giorni, è solo grazie agli AI hanno un significato più evoluto;
    in questo caso con l’AI 11 rappresentiamo una data espressa nel formato YYMMDD (Anno-mese-giorno) 
  • Codice ITF 14
    E’ Utilizzato prevalentemente sulle spedizioni e imballaggi contenenti merci codificate con il sistema EAN 13. Una cifra viene inserita davanti al codice EAN 13 per visualizzare la variante di confezione.È composto da: 
    - La prima cifra è la variante logistica, anche denominata “Packaging indicator”.
    - Le altre 12 cifre sono il numero prodotto. Generalmente EAN 13 senza la cifra di controllo.
    - L’ultima cifra è la cifra di controllo.
  • Codice UPC-A
    E’ composto da 12 cifre ed è sostanzialmente simile all’EAN 13. La struttura del codice è la seguente:
    - La prima cifra è un codice variabile a seconda dell’utilizzo e al tipo di merce, secondo una tabella di valori.
    - Le seguenti 5 cifre sono destinate ad identificare il produttore dei beni
    - Le altre 5 cifre identificano la merce o i beni del produttore stesso
    - L’ultima cifra è la cifra di controllo, calcolata automaticamente.  
  • Code 39
    E’ un codice alfanumerico libero, ha la particolarità di non avere obbligo della cifra di controllo per la sua particolare struttura di auto-verifica. Ha il vantaggio di poter codificare con un più ampio set di caratteri.   
  • Code 39 Extended
    E’ uguale al CODE 39 ma con un set di caratteri ancora più esteso, include le 26 lettere minuscole (a-z) e i caratteri speciali (€@#…) 
  • Interleaved 2-5
    E’ una codifica numerica molto semplice, non include la cifra di controllo grazie alla sua struttura di autoverifica. E’ un codice creato molti anni fa e, attualmente, poco diffuso. Risulta essere molto compatto e, quindi, utile per essere applicato su superfici limitate. 
  • Codebar
    E’ un codice numerico che include anche caratteri speciali (- $ : / . +), ci sono quattro segni di inizio e di fine codice corrispondenti alle lettere ABCD, queste lettere possono essere utilizzate solo all’inizio e al termine della codifica. E’ un codice utilizzato soprattutto nella codifica delle spedizioni. 
  • Data Matrix
    Il Data Matrix  è un codice bidimensionale (2D) composto da celle bianche e nere organizzate in quadrati o rettangoli.
    Le informazioni codificate possono essere testo o dati grezzi.
    La dimensione dei dati contenuti va da pochi byte fino a 2 Kilobytes e la lunghezza dipende dalla dimensione del simbolo. 

Il monitoraggio del magazzino, oggi più che mai, riveste un ruolo fondamentale all’interno della gestione aziendale.
La forte concorrenza sul mercato costringe l’imprenditore a massimizzare la dotazione del magazzino, in modo da avere lo stretto necessario per rispondere in maniera adeguata all’ esigenze della clientela.
Questo tipo di atteggiamento consente di ridurre i costi di gestione ( locali, personale, assicurazioni ecc..), oltre che il rischio di impresa limitando al massimo la possibilità che la merce rimanga invenduta.
Tale politiche di gestione possono essere attuate soltanto avendo un continuo controllo sul magazzino e quindi di riflesso sulle vendite.
Risulta indispensabile conoscere il turn over del magazzino, cioè quanto tempo occorre per vendere i vari articoli. Se ad esempio sappiamo che di un dato articolo ne vendiamo in media dieci al mese, non occorre ordinarne cinquanta, con indubbi benefici in termini di costi.
Più sono accurati i dati in nostro possesso e più facile sarà capire l’andamento del mercato e l’esigenze della clientela evitando inutili sprechi di risorse.
In un magazzino efficiente si deve conoscere in tempo reale e per ogni articolo:

  • la quantità caricata e scaricata nell’esercizio in corso e confrontarla con i dati dell’esercizio precedente.
  • l’esistenza di magazzino e il dettaglio degli articoli in stato di sottoscorta.

Un magazzino organizzato permette di evitare gli estenuanti lavori di fine anno (o infrannuali), necessari per ricavare il valore dell’ inventario, dato essenziale per redigere un bilancio veritiero e corretto.